Il Peso Piuma

Contro la pesantezza della realtà, la leggerezza dei dialoghi.
domenica, 27 maggio 2007

Mother Russia...

....cantavano i SISTERS OF MERCY, quell'incedere marziale della canzone e la fonetica "Mother Russia" mi hanno sempre affascinata, come tutte le cose misteriose e lontane.

Poi c'è stato GOODBYE LENIN, seguito a ruota da un GOODMORNING PUTIN. E le cose, che parevano volersi rimettere bene, sono andate definitivamente allo sfacelo.

La manifestazione è nulla rispetto a quello che quotidianamente accade lì, ed ha il sapore di MAFIA.

L'era KGB era più dignitosa, se non altro sapevi a cosa andavi incontro.

Per chi non lo sapesse, Mosca ha ingaggiato una guerra ai gay da tanto tempo, questo non è che un tassello in un vasto quadro desolante.

E facciamola finita con questa carcassa europea, fatta di cosa? Quali idee, quali risposte ai popoli? Smettiamola di dialogare con paesi del genere, rispondiamo duramente a una Russia che si permette di trattenere i nostri politici, basta con le strette di mano ai piani alti, sono stufa dei sorrisi ai flash, voglio tensione, spiegazioni, incidenti diplomatici; voglio vedere il viso contratto ai politicanti, voglio che Putin, stavolta...almeno stavolta, abbassi la testa.

" Ti hanno portato via all'alba,

io ti venivo dietro, come a un funerale,

nella stanza buia i bambini piangevano,

sull'altarino il cero sgocciolava.

Sulle tue labbra il freddo di un'icona.

Il sudire mortale sulla fronte....Non si scorda!

Come le mogli degli strelizzi, ululerò

Sotto le Torri del Cremlino"

1935, Mosca, Anna Achmatova.

Da allora, purtroppo, non è cambiato molto..

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categorie: parole, suoni
venerdì, 25 maggio 2007

la parità passa per il gabinetto...

 
Abbiamo tagliato le trecce dorate, siamo scese dalle torri d’avorio per andare a gridare in una piazza slogan di rabbia e conquista…, dalle principessine che eravamo, in attesa perenne di un principe azzurro con annessa voglia di metter su famiglia, abbiamo preso in prestito l’identità antagonista a quella originaria: “TREMATE TREMATE LE STREGHE SON TORNATE”.
Si sono bruciati reggiseni, voluti aborti, preteso parità fra le lenzuola ed in ufficio…
 
Un bilancio potrebbe essere fatto, e non sarebbe un bilancio malvagio, pochi direbbero che in Italia le donne, oggi, non stanno meglio di ieri, anche se di strada c’è da fare.
Ma a quale prezzo? Ci avete pensato?
Non parlo di relazioni uomo-donna, delle quali poco m’intendo, né parlo della procreazione o dei cali demografici visto che non sono interessata all’argomento, parlo della perdita di quella immagine da madonna cortese o da dama angelicata, con la quale, nonostante tutto, i nostri genitori ci hanno cresciute.
Stamane, che ho finalmente un po’ di tempo, voglio denunciare questa discrasia fra gli insegnamenti di mamme e sorelle maggiori e le pubblicità.
 
Passi il fatto che per i pubblicitari le donne sorridono solo con un brillantante, e non parliamo delle reazioni scomposte delle donne-pubblicità di fronte ad un nuovo assorbente, frutto più degli ormoni sballati che di reale entusiasmo per la cosa in sè, passi pure la consolidata immagine della casalinga disperata senza il suo detersivo di fiducia, neanche fosse uno psicofarmaco…con il quale il marito può continuare ad imbrattarsi assieme al figlio..tanto…abbiamo tempo da perdere, è risaputo, ma una cosa ancora non digerisco: perché da madonne siamo diventate mostri con problemi di evacuazione (poca o troppa), di pruriti intimi, e afflitte da flautulenze cicliche?
Perché le pubblicità degli ultimi anni, su merda, scorregge e pruriti hanno come protagoniste le donne? Temo sia stato, come dicevo prima, il prezzo da pagare per esser scese da quella torre di avorio! (sic!)
Ma possibile mai che dall’idea che la donna non defecasse, non scorregiasse, non si grattasse, siamo passati all’idea che solo le donne abbiano problemi connessi a queste tre attività?
La pubblicità di quel fastidioso prurito intimo offende tutte le donne che prendono mezzi pubblici la mattina, e si vedono scenette di grattamenti di culo, pancia e pacchi dei colleghi maschi.
La stipsi o la diarrea potrebbero essere problematiche connesse anche ad un diverso apparato genitale, per non parlare dei vari NO-GAS.
 
Tra la scema con la paresi facciale (sorridente) che sta in casa e la donna che vive il mondo come fosse un enorme cesso…non so proprio quale scegliere. Questa difficoltà ha in sé anche un’intrinseca contraddizione: per cultura e tempi, non mi sento così vecchia per potermi identificare nell’immagine della donna tutta casa e fornelli, dedita alla famiglia, ma neanche mi sento così nuova da accettare una disgustosa immagine pubblica che rompe qualche tabù legato alla madonna del passato.
Non sarebbe possibile una sintesi più moderata e sostenibile?
lanciato da: Acrylic77 alle ore 09:40 | link | commenti (18) | commenti (18)
categorie: pensieri
sabato, 19 maggio 2007

Tutto dipende dal sistema di riferimento..

Una premessa è doverosa:
non sono filosofa nè scienziata, amo ragionare e confrontarmi, per cui se avete
un pò di pazienza potete leggere questo post riconoscendomi, se non altro,
volontà e riservandomi un pò d'indulgenza per le imprecisioni...

1)      E’ giusto uccidere un uomo?
2)      E’ giusto mentire?
3)     La famiglia è il luogo ideale per avere e crescere un bambino?
A queste domande è possibile rispondere utilizzando due approcci diversi. O d’istinto, senza riflettere, in relazione a quanto noi crediamo sia giusto o meno; o riflettendo.
Senza mediazione critica, probabilmente molti risponderebbero in sequenza: NO-NO-SI’.
Se si filtrasse la risposta immediata, con una più ragionata, probabilmente affiorerebbero alla memoria una serie non indifferente di episodi di vita vissuta, o di notizie apprese da un amico, o dalla lettura di un giornale, che renderebbero necessario l’accompagnamento a quel “sì” o a quel “no”, di un “però”…di un “se” o di un “a patto che”.
Questo accadrebbe perché, anche formulando domande che sembrano volere una risposta generale ed assoluta, emergono tanti particolari e tante circostanze che attenuano, di fatto, il rigore di una qualsiasi risposta.
Se si uccidesse per difendere?
Se una verità nuocesse più di una bugia?
Se una particolare famiglia fosse un luogo patologico, pieno di abusi fisici e/o psicologici?
Dinnanzi a questa sequela di “Se”, probabilmente qualcuno mediterebbe di mutare la risposta originaria.
E se aggiungessimo nuove circostanze, altri fatti, ulteriori considerazioni e ipotesi, probabilmente a molti di noi verrebbe in mente, ancora una volta, di mutare o correggere l’ennesima risposta.
 
Il Papa e gli alti prelati individuano, nel relativismo, la minaccia incombente che rischia di far collassate l’umanità.
Naturalmente, l’antidoto, sarebbe l’assolutismo (e chi meglio di loro sa proporlo….).
Relativismo: “ogni concezione filosofica che non ammetta verità assolute nel campo della conoscenza o principi morali immutabili”.
 
Già Protagora individuava nell’uomo la misura di ciò che è e di ciò che non è.

La storia del pensiero relativista, frammentaria, dinamica, lunghissima, certo non potrebbe essere affrontata nel post di un blog..( Montaigne, Hume, Hamilton, James, Shiller, Mansel, Nietzsche, Spengler…in ordine sparsissimo e per citarne una piccolissima parte), ma è una storia al cui centro alberga titanico ed infinitamente piccolo l’uomo. Con le sue ere, con il suo andare, con le conquiste di diritto, di etica, di morale.
 
Probabilmente se avessimo principi immutabili ed assoluti la legittima difesa non esisterebbe, né avrebbe ragion d’essere la tutela del minore in famiglia, né servirebbero, al diritto penale, le aggravanti e le attenuanti. Se i principi umani fossero assoluti, l’assolutezza del principio consentirebbe a chiunque di pretenderne l’imposizione nella realtà (come è stato nei regimi politici totalitari).
 
L'Assoluto DEVE essere, e se non è spontaneamente si fa in modo, anche con l’ausilio della violenza, che sia (è sempre la storia ad avercelo insegnato).
L’assoluto è quello che per essere non ha bisogno di troppe spiegazioni…ed è quello che è a prescindere da tutto.
 L’assoluto, è facile intuirlo, non è strettamente umano, né si capisce come possa esserlo, più vicina alla nostra dimensione è senz’altro la realtà nietzschiana, quel gioco illusorio di ombre in cui nulla è assolutamente vero e tutto appare permeato dallo sguardo di un soggetto interpretante.
Siamo uomini e donne.
Interpreti, al più.
 
Hamilton affermava che la relatività del conoscere ha tre ragioni:
1 la realtà ci si manifesta nei suoi fenomeni o apparenze.
2 tali fenomeni sono conoscibili se entrano in contatto con le nostre facoltà.
3 le nostre facoltà modificano inevitabilmente i fenomeni coi quali entrano in rapporto.
Queste sono considerazioni ragionevolmente sufficienti per escludere a priori l’assolutezza della conoscenza umana e della immutabilità dei principi di cui l’uomo, di volta in volta, si fa interprete.
 
“Moderno Simbolo” del relativismo filosofico e culturale non può che essere Einstein.
 
Perdonate anticipatamente la sintesi….
La relatività, quale sviluppo critico dell’allora Fisica, introdusse elementi assolutamente nuovi …Ciò che portò alla Relatività ristretta del 1905 fu la costanza della velocità della luce emersa dagli esperimenti. Questa scoperta cozzava con quanto si riteneva prima, ossia che le velocità dei corpi che si muovono in direzione opposta si sommano. In base a questa errata convinzione se ne deduceva che la luce proveniente da astri lontani verso i quali il nostro pianeta è in movimento avrebbe dovuto viaggiare più velocemente di quella proveniente da astri dai quali la terra si allontana. Tutto questo, si diceva, risultava essere in palese contraddizione con la costanza della velocità della luce, e lo scienziato per spiegare tale contraddizione introdusse per la prima volta nel pensiero scientifico la critica ai modi e ai procedimenti di misurazione e all’osservatore stesso. Le misurazioni venivano effettuate con strumenti che si trovavano in stato di movimento veloce, ciò “deformava” l’oggettività della stessa con inevitabili ripercussioni sulle risultanze degli esperimenti!
Secondo la relatività ristretta la distanza spaziale e temporale non è un valore in sé ma è relativa al corpo che si sceglie come sistema di riferimento.
Tutto dipende dal sistema di riferimento…..
 
 
 
 
Questa fu senz’altro una rivoluzione copernicana non solo in campo scientifico, ma anche in ambito culturale e filosofico; e a ben guardare la constatazione:“tutto dipende dal sistema di riferimento” è la spiegazione alla molteplicità delle risposte che potrebbero darsi alle domande inizialmente poste.
 
L’obiezione al relativismo che spesso e grossolanamente viene mossa è la seguente: ma se tutto dipende e una risposta o un principio non possono considerarsi certi, la vita umana si trasformerebbe in un caos incontrollato, una confusione che ci condurrebbe dritti verso l’autodistruzione…
 
La “pericolosa deriva relativista” , lo spauracchio agitato dalla chiesa cattolica è, tradotta in termini spiccioli, l’obiezione di cui sopra.
Un’obiezione non solo infondata, ma anche facile….
Facile perché i segni del caos li percepiamo tutti..: guerre, allarme ecologico, tragedie umanitarie, cronaca nera. Ora, se guardassimo al passato, potremmo seriamente affermare che la storia umana non sia sempre stata “guerre (il pilastro della nostra storia odierna!)…allarme ecologico (non so..le ere glaciali, ad esempio!!), tragedie umanitarie (inquisizioni, crociate, invasioni barbariche)..cronaca nera (troppo facile, il passato è pieno di crimini che oggi sono persino scomparsi!!!!)?
 
 
Dunque, in cosa consisterebbero questi segni inequivocabili di un caos nuovo frutto del cosiddetto relativismo? Cosa ci sarebbe diverso dal passato? E come potrebbe essere dimostrato che le sciagure presenti siano direttamente ricollegabili al relativismo?
E, se per assurdo, qualcuno riuscisse a dimostrare ciò, che le attuali sciagure fossero il frutto del relativismo, come si spiegherebbero quelle passate, in tempi in cui, com’è fin troppo noto, l’assolutismo era l’unica strada praticabile sia in campo morale che in campo etico e politico??????
La realtà è che le critiche ecclesiastiche, strumentali al recupero di un terreno ormai perso, suonano come le frasi dette dai vecchietti sui tram, “Non ci sono più valori”.
 
Personalmente credo che nessuna epoca abbia avuto in assoluto valori certi, in ogni epoca l’uomo cerca i propri “valori di riferimento”, e data la difficoltà intrinseca di questa ricerca, volge lo sguardo al passato, quando, secondo lui, vi erano certezze.
Probabilmente i nostri antenati avranno volto anche loro lo sguardo al passato, ed anche loro saranno giunti alle stesse conclusioni! Me lo immagino..l'uomo medio dell'Impero Romano rimpiangere le istituzioni della vecchia repubblica...o quello dell'era illuministica, angosciato da tanta ragione..avrà rimpianto il vecchio oscurantismo! Così come vedo i nonni rimpiangere la sicurezza data dal fascio, e i cinquantenni moderni rimpiangere il modello familiare di 30 anni fà.
Il Passato è più sicuro perchè nel passato non c'è più nulla da scoprire, perdere o imparare...
Più difficile è, per l'umana e cronica insoddisfazione, poggiare i piedi su giorni ancora tutti da scrivere...
Relativismo non è assenza di regole, di valori, di punti di riferimento, come scorrettamente vorrebbero farci credere.
Relativismo è un insieme di regole dettate dagli scopi che ci si prefissa di raggiungere e dall'utilità, anche sociale.
Scopi organizzati attorno ad un nucleo molto ristretto di valori contingenti al tempo che si vive, al tempo reale (e non a quello che è stato o a quello che “dovrebbe essere”).
L’uomo, è misura di ciò che è e che non è. La misura cambia a seconda delle circostanze, le regole che di volta in volta le persone si danno, non possono non essere il frutto di un percorso pregresso e di circostanze attuali. (Tutto dipende dal sistema di riferimento…..)
Questo non ha nulla a che vedere con lo scenario apocalittico tracciato dalla Chiesa!
La dannosità del relativismo in realtà è tutta da dimostrare…
Purtroppo non si può dire lo stesso per quella degli assolutismi, i cui regimi (teocratici o politici) hanno prodotto sempre tragedie dalle quali l’umanità ha faticato a rialzarsi.
 
E se c’è chi pensa che una vita senza assoluto sia una vita priva di bellezza, rispondo che per me l’assoluto è stringere fra le braccia la persona amata, sentire la concentrazione di tutta me stessa e di tutta la storia del mondo in un solo attimo, oppure, come adesso, ascoltare “divenire” di Ludovico Einaudi e lasciare entrare il tutto in questa stanza poco illuminata…
 
Lasciamo che il reale sia razionale e relativo…
Lasciamo all’assoluto quanto di più emotivo, intimo, possa esserci…
 
Se rimangono dubbi circa l’infondatezza per gli uomini di qualsiasi valore o principio assoluto, non serve fare la cronistoria dell’istituto familiare, come pure fatto egregiamente da Dacia Maraini, non serve nemmeno smontare il “diritto naturale”, come fatto acutamente da Gustavo Zagreblesky.
            Basta farsi una domanda che riguardi un principio o un valore..e poi cercare di dare una risposta universale che valga senza se e senza ma, in tutte le epoche, per ogni circostanza e per tutti gli uomini del mondo, quelli morti, quelli attuali e quelli futuri.
Se riuscite a darvi una risposta valida per tutto e tutti a prescindere da qualsiasi cosa, probabilmente mi sarò sbagliata…e da relativista posso concedermi questo lusso ....
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mercoledì, 16 maggio 2007

Italiani, popolo di oppositori!

-“ Vostro onore, mi oppongo

-“Opposizione accolta…”, rimanevo qualche secondo appesa al filo di una risposta..

Il Vostro onore spesso spiegava il perché dell’accoglimento “la domanda era tendenziosa..”

Altre volte, la frase rimaneva sospesa, ed io, inebetita, a cercare di capire perché mai ci si doveva opporre e perché mai si doveva accogliere quella opposizione.

Questo meccanismo, a distanza di anni dai vari Matlock e Perry Mason me lo vedo ripetere quotidianamente.

E’ un esercizio a cui gli Italiani devono tenere molto.

Solitamente me ne accorgo mentre cerco le informazioni, acquisto un giornale, vado su internet, subisco un telegiornale.

Gli Italiani si oppongono.

A prescindere da un motivo palese, plausibile, logicamente spiegato; a prescindere dall’esistenza di un’alternativa..

Manifestano nelle piazze.

Bloccano i treni.

Incendiano immondizia.

Si scandalizzano nei discorsi..ed io rimango lì, ad aspettare che un vostro onore qualsiasi mi fornisca una spiegazione!

Ma la vita non è un telefilm americano, e va a finire che quei puntini sospensivi diventino cronicamente presenti…..:(

Due casi emblematici potrei portare ad esempio: Emergenza Rifiuti in Campania, e l’acquisto della Endemol da parte di Mediaset.

       La vicenda dell’immondizia in Campania è un gioiellino di illogica-politica.

         

Cosa succede…: Produciamo immondizia come si produceva 30 anni fa in una qualsiasi regione, senza raccolta differenziata e nell’ignoranza più completa di cosa sia riciclare (la parola viene ancora esclusivamente associata a “denaro sporco”).

Paghiamo regolarmente bollette poco gentili con le tasche.Le bollette (assieme ai soldi pubblici di tutta Italia) servono a sostentare Consorzi semi-pubblici messi su per sfamare i raccomandati dei politici, che in vista di qualche amministrativa promettono ancora il posto fisso!

Così, ci ritroviamo un esercito di spazzini..

Sono migliaia…

Migliaia e Migliaia, fissi in uno stabilimento perché, vi assicuro, alla fine, e per fortuna, il pubblico ladrocinio termina e scarseggiano perfino i soldi..

Loro se ne stanno rintanati dentro le sedi dei vari consorzi (che, ricordo, una volta creati dai Comuni dai Comuni NON VENGONO PAGATI), e l’immondizia fuori!

Quintali di immondizia…

Tutti, qui in Campania, abbiamo convissuto o stiamo convivendo con cumuli di immondizia di fronte o di fianco case e palazzi…paghiamo bollette e abbiamo: immondizia, topi, rischio sanità pubblica, aumentano le malattie, sono in pericolo i raccolti e il sistema ecologico di parecchi comuni….e i cittadini, in una Terra in cui il Commissariato E’ COMMISSARIATO, cosa fanno?

Si indignano per le manovre politiche?

Si indignano per  l’allarme sanitario ed ecologico?

Si indignano per lo spreco di pubblico denaro a fronte di movimenti poco puliti?

Verrebbe da pensare che se c’è un commissario generale, con tanto di esercito che va e viene, la gente voglia capire, collaborare, per risolvere una questione, ahimè drammatica.

Invece no! Si pensa agli spazzini che devono mantenere il posto nulla-facendo.

Si pensa bene di bruciare l’immondizia per protesta, versando diossina a palate nei polmoni delle persone.

Si pensa di opporsi alla individuazione di siti e alla realizzazione di discariche, perché la nostra immondizia non la vuole più nessuno!

Perché dovrebbe partire per la germania o il nord italia? Perché altri devono pagare mafie, disorganizzazioni e truffe? Perché devono scontare la nostra arretratezza anche culturale, visto che latita totalmente l’idea di una seria raccolta differenziata?

Naturalmente, queste domande rimangono senza risposta…ma i cittadini continuano ad opporsi.

Meglio merda per la strada e nei polmoni piuttosto che in una discarica.. mi pare “logico”,no?

                 

Endemol è un’altra chicca…ancora devo capire perché alcuni si opporrebbero a questo acquisto.

Cosa cambierà nelle nostre vite?

Mah…

…la lista dei misteri potrebbe aumentare, perché il partito degli oppositori ospita quelli che si oppongono ai Dico, pare che questi ultimi adducano tale opposizione al disgregamento del modello familiare tradizionale…è logico! L’esistenza di un gay, si sa, è una minaccia per le famiglie etero! Il nesso eziologico è talmente lapalissiano che stupidi noi a discuterne così tanto.. evidentemente è stato scientificamente dimostrato che l’omosessualità è una malattia virale che condurrà alla estinzione della specie umana e non me ne sono accorta!

No Tav. No Ordini Professionali. No “no ordini professionali”. No Petrolio. No Nucleare. No procreazione assistita. No Immigrati. No guerra. No flessibilità…..

Non sono impazzita, potrei anche essere in accordo con alcuni no sopra elencati, il punto non sta nell’accordo o nel disaccordo su alcune battaglie, il punto sta nelle modalità con cui vengono condotte, nella bontà delle motivazioni…

A me sta bene un no logicamente motivato, sul quale si comincia a lavorare per pensare ad un’alternativa fattibile.

Invece ci opponiamo strenuamente, senza che ciò comporti un serio ripensamento, una seria costruzione. 

In un quadro così desolatamente sterile, capisco anche perché in Italia abbiamo il mito dell’uomo super partes!

Perché siamo bambinetti alle prese ancora con l’esercizio dispotico del NO, aspettiamo che sia qualcuno, come il Vostro Onore, a dare un senso a quel no. Speriamo che una voce fuori campo legittimi e dia sostanza, agli occhi degli altri, alle nostre battaglie. Confidiamo nelle possibilità intuitive della gente…in mancanza di ciò, speriamo esista un Presidente super partes che non firmi una legge, un garante super partes  che censuri un’ informazione…

 

Finchè questo popolo di oppositori, da una parte e dall’altra, non imparerà ad utilizzare criticamente il “no”, avremo sempre bisogno del super partes di turno che dirima controversie, cerchi mediazione e di dare contenuti ai dibattiti, finchè non impareremo continueremo ad affidarci alla sorte, al presidente, e, perchè no, a dio…

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categorie: pensieri
martedì, 15 maggio 2007

Lasciami andare a vedere il sogno...

"lasciami andare a vedere il sogno,

la velocità, il miracolo,

non fermarmi con uno sguardo triste,

questa notte lasciami vivere laggiù,

sull'orlo del mondo,

solo questa notte, poi tornerò."

Parole: Alessandro Baricco

Illustrazione: Gianluigi Toccafondo.

Regalatemi dalla mia amica Giulia :)

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