Il Peso Piuma

Contro la pesantezza della realtà, la leggerezza dei dialoghi.
mercoledì, 20 giugno 2007

Sesso, fobie, Santità e redenzioni.

 

Gli ultimi dibattiti, sulla famiglia, sull’omosessualità e sull’etica sessuale in genere, hanno visto scontrarsi spesso i portavoce dell’Istituzione ecclesiastica e i cosiddetti “laici”.

I dettami della Chiesa sui comportamenti sessuali sono sempre stati abbastanza dettagliati e rigorosi, a tal punto che mi sono umanamente chiesta quale origine avessero e, dunque, quali regole la Chiesa si fosse data per discernere il giusto dallo sbagliato…

Come tante/i, prima mi domandavo: come possono, uomini e donne che non conoscono la sessualità, sentenziare sulle scelte in tal senso degli altri? Poi mi sono accorta che questa domanda non solo era semplicistica ma pure inesatta oltre che riduttiva.

              La Chiesa conosce la sessualità.

Ha accolto nel suo seno uomini e donne che prima della conversione e della santità avevano avuto, talvolta, un’intensa vita sessuale.

A ben vedere, anche la scelta dell’astinenza non preclude (anzi, per certi versi può ampliare) il contatto con quei bisogni e quei desideri  che ogni corpo comunica (almeno per un po’…prima, eventualmente, di perdere del tutto ogni slancio vitale verso la materia!!!).

Forte di questa nuova convinzione, mi sono messa a girovagare nei testi religiosi e in alcuni saggi che avevo già letto qualche anno fa, trovandovi non solo la conferma del fatto che la Chiesa ha ben presente cosa significhi la Sessualità (poi, si può discutere se l’immagine che ne dà sia sana o distorta…), ma una cura ed un’attenzione ai limiti dell’ossessione e della maniacalità.

Ci sono due cose da dire…una parte della produzione religiosa è volta a regolare i costumi sessuali delle persone, a mò di legge, un’altra parte è tesa ad abbassare, se non a tentare di eliminare, il desiderio sessuale, con moniti, minacce e racconti raccapriccianti di cosa sia la corporalità.

Ultimamente si stavano raccogliendo le firme per introdurre nel programma scolastico lo studio della Bibbia, ebbene io firmerei!!! A patto che non si filtrino le lezioni presentando il solito cantico dei cantici (di cui pure subii il fascino durante il liceo)…già, perché Bibbia a scuola significa essenzialmente: Genesi, Cantico, qualche lettera o proverbio e Vangeli…saltando a piè pari tutto il resto del contenuto che, sono certa, farebbe discutere molto e getterebbe una luce sinistra sul reale valore morale (solidaristico, individuale o collettivo, e in termini di tolleranza) che da sempre sono attribuiti ad un testo che vorrebbe ergersi a valore per l’umanità (?).

 

BIBBIA, QUALE VALORE?

 

            La Contestualizzazione è un’operazione sempre intellettualmente auspicabile, per cui va da sé che quanto scritto e rappresentato nel libro dei libri per i Cattolici, va rapportato al periodo storico, ma innegabilmente va detto che le radici della cultura cattolica, le luci e le ombre, le ambivalenze e qualche crudeltà ben si spiegano se invece dei soliti passi edulcorati.

            Le citazioni sono tratte dalla Bibbia, edizione del 1994, così come tradotta ed approvata dalla CEI (1971, seconda edizione 1974).

 

NATURALITA’ E SACRA FAMIGLIA.

 

            Sulla Famiglia di fatto è meglio metterci un macigno santo sopra, aperture legislative sulla filiazione di fatto in Italia ve ne sono state, e non con poca difficoltà, ma la sacra famiglia tiene duro fra le frange più estreme della Chiesa (leggasi, tutto ciò che non è il cattolico della domenica o dell’azione cattolica..quindi CL, focolarini and beauty-company!). Del resto come non spiegarselo…sulla filiazione i passi più agghiaccianti “..i figli degli adulteri non giungeranno a maturità, la discendenza di un’unione illegittima sarà sterminata. Anche se avranno lunga vita non saranno contati per niente, e, infine, la loro vecchiaia sarà senza onore. Se poi moriranno presto non avranno speranza né consolazione nel giorno del giudizio, poiché una stirpe iniqua è terribile il destino”(Sapienza “Diversi criteri di sterilità e fecondità 3-4).Se non si fosse capito rincariamo la dose “il bastardo non entrerà nella comunità del signore; nessuno dei suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella comunità del signore” (levitico, 23).

 Circa l’indissolubilità del matrimonio c’è poco da fare anche lì, anzi, la Sacra Rota se fosse un po’ più Sacra e ligia ai dettami del proprio credo dovrebbe arginare il fiume di annullamenti che sgorgano dalle sue aule! Senza voler contare gli espliciti riferimenti alla poligamia, alla sottomissione femminile sino all’inverosimile (e, diremmo oggi, al penalmente rilevante), Cristo è stato chiaro, non divida l’uomo quello che è stato unito in Cielo, almeno si registra nei Vangeli il piccolo passo in avanti di equiparare l’indissolubilità tra uomini e donne (piuttosto che consentire al solo uomo il potere di ripudiare la femmina: “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni..” Deuteronomio 24, uno dei tanti passi sul benservito alle mogli).

Vogliamo indagare su come, un matrimonio, potesse esserci fra uomo e donna? La genesi di questa Cosa Sacra chiamata Famiglia? Peschiamo sempre nel Deuteronomio, che consiglio di leggere in blocco assieme al Levitico perché meritano…«Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, l'afferra e pecca con lei * e sono colti in flagrante, l'uomo che ha peccato con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d'argento; essa sarà sua moglie, per il fatto che egli l'ha disonorata, e non potrà ripudiarla per tutto il tempo della sua vita.» AT Deuteronomio 22, 28

  • e presala la disonora  Nella Bibbia Martini, 1778
    * la prende per forza  Nella Bibbia E. Paoline, 1969
               

Dunque, la Sacralità della Famiglia, per la tradizione e la scrittura anche cattolica, potrebbe discendere da uno stupro.

           

Se invece vi state chiedendo come, una famiglia a modo, consacrata e naturale possa educare i propri figli, il Deuteronomio, alla fine del 21, ci dice che se un figlio vien su un po’ ribelle e testardo e non ascolta la “voce” dei propri genitori, questi sono autorizzati a portarlo davanti al consiglio degli anziani accusandolo…. “..allora tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà”, del resto si sa.. “chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta (per gioire di lui alla fine!!)..” Come affermato in Siracide, 30. Ecco, facciamo leggere anche questo nei licei!...Insomma, sarebbe interessante aprire un dibattuto sulla filiazione ed i rapporti umani fra marito e moglie, così, giusto per sapere quali valori dalla Bibbia, possano tornare utili alle famiglie del 2007.

 

INCENTIVI ALL’ETEROSESSUALITA’ (non pervenuti).

 

Una domanda che mi sono posta è questa…da quando Ratzinger è stato eletto Papa, divenendo Benedetto XVI, una delle sue maggiori preoccupazioni sembra essere l’omosessualità delle persone. Quest’uomo teme forse l’estinzione della specie, oppure sinceramente si preoccupa per la sorte nell’aldilà di questi abominii del Signore. Il primo anno di papato è stato tutto un susseguirsi di raccomandazioni, moniti ed esortazioni all’eterosessualità con annessa procreazione. A parte che questo chiodo fisso mi suona strano (…), poi leggendo la solita bibbia e le vite dei santi ho pensato che tutta l’educazione sessuale di fatto, impartita dalla Chiesa nei secoli, ha casomai scoraggiato l’eterosessualità!!!

Pensate solo agli ordini religiosi e alla costrizione di dividere sempre e solo spazi con persone del proprio sesso, ora per fare della psicologia spicciola potremmo dire che se proprio uno/a si volesse abbandonare al peccato in una situazione di convivenza forzata solo o prevalentemente con persone del proprio sesso..con chi avrebbe probabilità di farsi passare lo sfizio???

Detta l’ovvietà, bisogna osservare che per tenere a bada il naturale desiderio di uomini e donne, la tattica della religione è stata quella di rendere poco appetibile, se non repellente, il corpo dell’altro, e tanto per essere sicuri che la concupiscenza non attecchisse ci si giocava il jolly della dannazione e del peccato orrendo.

Un uomo non poteva accostarsi alla donna “per scoprire la sua nudità durante l’immondezza mestruale”( Levitico 18)..e vabbè,pazienza..non parliamo poi del parto, la donna era immonda e impura per 40 giorni se il frutto della sua gravidanza era maschile, il tempo magicamente raddoppiava se sciaguratamente quel frutto fosse stato di genere femminile ( Levitico, norme di purità relative al parto, 12), ma anche il liquido seminale dava qualche problema, sempre secondo il Levitico se un uomo e una donna “abbiano avuto rapporto con emissione di liquido seminale si laveranno e saranno immondi fino a sera” (da Levitico, impurità derivanti da emissioni, 15, vi risparmio la gonorrea!!).

Dal punto di vista comportamentale, secondo quanto suggerito nel Siracide,9, era meglio non dare l’anima alle donne per non esserne schiavo, non conveniva nemmeno incontrare una cortigiana “ chè non abbia a cadere nei suoi lacci”. La lista dei divieti si allunga..non dimentichiamoci le cantanti (!)..insomma tutte figure femminili che potevano fungere da detonatore per la sessualità repressa degli uomini, “in questo quadro desolante si salveranno almeno le brave ragazze vergini…” mi sono detta, invece no.. “Non fissare il tuo sguardo su una vergine per non essere coinvolto nei suoi castighi” e se non bastasse “non curiosare nelle vie della città, non aggirarti nei luoghi solitari, distogli l’occhio da una donna bella, non fissare una bellezza che non t’appartiene; Per la bellezza di una donna molti sono periti; per essa l’amore brucia come il fuoco (sia mai dio…n.d.a77.)”. Di contro si suggerisce alle donne di non mostrare la bellezza a qualsiasi uomo (siracide, 42).

Se non fosse anche scritto ““La donna non si metterà un indumento da uomo né l'uomo indosserà una veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio.  Deuteronomio 22,5 e “ non avrai con maschio relazioni come si hanno con una donna: è abominio” Levitico 18, Comincerei seriamente a pensare che con scritture e modi si è voluto impartire un’educazione omo-erotica!

Ad onor del vero c’è chi, contestualizzando, ha spiegato che i dettami contenuti soprattutto nel Levitico, sono strumentali solo all’individuazione della purezza/impurità di una cosa, pertanto l’omosessualità, ad esempio, non sarebbe condannata moralmente, ma sarebbe solo individuata come impura nella misura in cui la virilità di un uomo verrebbe deviata dalla posizione (durante il rapporto) passiva, a suffragare questa interpretazione vi sarebbe l’ulteriore considerazione che allora i comportamenti omosessuali erano visti come atti di concupiscenza, non essendo chiaro il concetto di “orientamento” e della sessualità come scelta; non è un punto di vista malvagio..tanto più che lo hanno avanzato alcuni preti, ma allora questi pochi illuminati dovrebbero tentare di convincere la Chiesa che si ostina a condannare senza se e senza ma l’orientamento Omo-sentimentale e sessuale …

                                                                                                      

 

Dunque, un’istituzione sorta e cresciuta facendo il funerale alla sessualità umana, che ha agitato nel tempo spauracchi e che ha usato il sesso come facile strumento di paura e controllo, uomini e donne forzatamente astinenti che spesso hanno preso la strada della follia, dell’anoressia, (senza voler approfondire lo scottante tema della pedofilia), questa istituzione giudica i nostri costumi, quello che da adulti consapevoli e consenzienti facciamo nelle nostre camere da letto!!!

Tanto per far capire che non solo l’antico testamento è intriso di sessuofobia è bene ricordare che lo stesso Cristo, rispondendo a chi gli chiedeva se la castità non fosse auspicabile per combattere le insidie del desiderio disse: “Vi sono infatti eunuchi che nascono così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini e vi sono e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire capisca.” Matteo,19. Origene, come altri del suo tempo, prese alla lettera quella parole e si evirò…

Interessante notare come, da episodi come questi nessuno abbia levato forte il coro della paura per l’estinzione della specie, come si fa puntualmente per le scelte omosessuali delle persone o per la semplice contraccezione. L’Eunuco non fertilizza, chi si evira compie un atto contro la continuità della Vita…ma nel Nome del Signore si perdona tutto, lo abbiamo amaramente imparato..i preservativi bloccano lo sperma, ma se volete rendervi eunuchi per Dio fate pure…

Questi sono i “nostri” giudici, questa la loro storia, questa la loro “sacralità”. E da cotanta sacralità quali uomini poteva allevare in seno a sé la Cattolica Apostolica? Per rispondere a questa domanda basterebbe rispolverare le vite dei santi e la loro idea sulla sessualità umana…

 

ASTINENZA, LEGGERE ATTENTAMENTE PRIMA DELL’USO.

 

Sin dalla origine della storia cattolica è stato ben chiaro che quel peccato originale avrebbe pesato non poco sui corpi dei discepoli di Dio.

Chi seguì Cristo abbandonò le famiglie, chi si diede al sacerdozio dovette, in un secondo tempo, rinunciare formalmente alla sessualità, idem per le donne…al di fuori della vita clericale il Sesso doveva essere strettamente praticato fra coniugi e rigorosamente finalizzato alla procreazione.

Il Piacere poi era concesso all’uomo, la donna da sempre è stata educata alla negazione dello stesso e al sentimento di colpa nei confronti della carne. Non riecheggia lontana la litania mortificante del “Non lo fò per piacere lo fò solo per dovere” delle spose in procinto di congiungersi al proprio marito!!!

Pensando al quadro desolante che sinteticamente e superficialmente è emerso, viene da chiedersi dove la Chiesa abbia tenuto nascosto per secoli quella naturalità che oggi tanto sponsorizza, come pensava di favorire famiglia, unioni stabili ed eterosessualità: vietando il sesso o, nella migliore delle ipotesi, limitandolo sino alla soglia della nevrosi?

Sempre circa la naturalità fa sorridere constatare con quanta cura i santi abbiano diffuso l’idea del peccato originale, trasformando una degli atti più naturali per gli esseri viventi in un mostro da tenere a bada..

S. Agostino fu chiaro nell’affermare che “inter faeces et urinam nascimur”, la carne umana non è altro che un’eredità della materia più infima, urina, feci, sterco, letame, sperma sudicio..sono le parole che spesso hanno accompagnato la descrizione del corpo umano. Nelle sue confessioni, inoltre, non salvava dal peccato originale neanche l’Infanzia, anzi, ripercorrendo la sua vita peccaminosa prima che s’incamminasse saldamente lungo la via della conversione confessa.. “Chi mi rammenta i peccati della mia infanzia, se nessuno innanzi a te è mondo di peccato, neppure il bimbo che ha un giorno solo di vita sulla terra?” credendo di aver compreso male e memore del “lasciate che i pargoli vengano a me”, approfondisco nella nota sottostante e vi leggo che essendo corrotta tutta la natura conseguente al peccato originale, Agostino vi ricomprende anche gli atti istintivi del bambino, frutto di concupiscenza (!). (Le Confessioni di S.Agostino, I Classici Mondatori, a cura di Carlo Carena, 2006. Primo Libro,7)

S. Paolo ammetteva che “sarebbe bene per l’uomo non toccar donna”  ( altra sponsorizzazione dell’eterosessualità???)

S. Bernardo, , tentava di scoraggiare il desiderio ricordando(ci) che “ Se consideri attentamente quello che fuoriesce dalla bocca, dal naso e dagli altri orifizi del corpo umano, ti accorgi di non aver visto mai letamaio più repellente..L’uomo è soltanto sperma fetido, ammasso di sterco, cibo di vermi..” descrizione efficace, ucciderebbe in un istante qualsiasi sana libido!

Ma sono secoli fa, ripete il buon moderno Cristiano…va bene, allora ricordiamo che Pio XII, targato 1952, ebbe premura di ricordare che “ adulterio, rapporti sessuali di non sposati, abuso del matrimonio (chissà perché non penso si riferisse ai maltrattamenti dei mariti sulle donne), masturbazione, sono proibiti nel modo più severo dal legislatore divino”.

Effetti indesiderati dell’astinenza (?): “Le mie membra erano ricoperte da un sacco lacero. Il mio corpo straziato giaceva sulla nuda terra. Eppure io, che per timore dell’inferno mi ero condannato a quei tormenti e alla compagnia degli scorpioni, mi vedevo in mezzo a donne lascive e il fuoco della lussuria divampava nel mio povero corpo ridotto quasi in fin di vita” (S. Gerolamo).

Sempre su Gerolamo mi sono imbattuta in un passo preso dalla rete e da un articolo interessantissimo sul sito “Scienza e Psicanalisi” che consiglio di leggere per intero “ …egli [l’imperatore] lo fece portare in un giardino colmo di delizie. Quivi, fra candidi gigli e vermiglie rose, mentre lì accanto serpeggiava un ruscello col suo dolce mormorio, e tra le foglie degli alberi spirava un venticello leggero, lo fece adagiare sopra un letto di piume, e perché non potesse levarsi da quella posizione, lo fece avviluppare da una fitta rete di soavi ghirlande. Mentre si allontanavano tutti gli altri, si fece avanti una meretrice di stupenda bellezza e cominciò ad abbracciare il collo del giovane con teneri amplessi, e poi – cosa peccaminosa perfino a dirsi – a toccargli con le mani le parti virili, affinché , una volta eccitato quel corpo alla libidine, vi si buttasse sopra come una spudorata trionfatrice. Quel soldato di Cristo non sapeva che fare né dove voltarsi. Colui che non si era piegato davanti ai tormenti, stava per essere sopraffatto dal piacere dei sensi. Infine, ispirato dal cielo, si tagliò con un morso la lingua e la sputò in faccia a quella donna che lo stava baciando; fu così che l’intensità del dolore fisico lo rese capace di superare gl’istinti della libidine.

Ora…facciamo uno sforzo di concentrazione e cerchiamo di rispondere alle seguenti domande: “come potrebbero giudicare i costumi sessuali della gente comune persone che vivono la sessualità libera dalla procreazione come un peccato dal quale sottrarsi, pena l’inferno?”, e ancora “chi li ha qualificati per ergersi a giudici di una cosa che temono e condannano nella maggior parte dei casi (..ossia, quelli praticati dalle persone)?”…

 

SONO UNA DONNA NON SONO UNA SANTA (….)

 

La vita delle sante mostra aspetti forse ancora più inquietanti, chi si prendesse la briga di leggere un diario di queste donne, passate alla storia del cristianesimo come figure a cui rivolgersi in preghiera ed esempi collettivi, impallidirebbe!

Anche perché le donne avevano, oltre al fardello della sottomissione al maschile anche quello della negazione del piacere, al di là dell’appartenenza o meno alla Chiesa Cattolica.

Alcuni brevi passi tratti dai diari dei padri confessori (quelli poi utilizzati anche per il processo della beatificazione/santificazione), parlano da sé:

Santa Veronica che già all’età di tre anni, sentendo leggere la vita dei santi martiri aveva manifestato tendenze masochiste ( “..mi venne un desiderio di patire..misi una mano in un coccio di fuoco col pensiero di volere abbruciare come quei santi..io non mi ricordo bene, ma mi pare che in quel punto non sentissi nemmeno il foco, perché stavo come fuor di me pel contento che avevo”), aveva percorso la via della santità non senza sublimare come poteva il desiderio, il contatto, la carne “…mi cominciai a spogliare. Feci tanto che cavei il bustino che  avevo e dicevo “Mio Gesù, lasciaste coteste poppe. Venite a pigliare il latte qui da me” E gli porgevo la mammella. Ecco, si staccò da quelle della Vergine e si attaccò alle mie. Oh! Dio! Io non posso raccontare niente di quanto provai in quel punto; e nemmeno mi ricordo gli effetti che mi cagionò…”, la stessa era usa ad altre pratiche, quelle di umiliarsi mangiando rifiuti, ciuffi di capelli e pezzi di topo…, un passo del confessore straordinario, Padre  Giovanni Maria Crivelli, ci chiarisce in cosa consistessero le prove di ubbidienza alle quali, la Santa si sottoponeva ben volentieri “..una consisteva nel recarsi in una cella buia dell’infermeria e restare finchè non le ordinavo di venire via, e leccare con la lingua tutto il pavimento stando in ginocchio; e poi leccare anche, stando in piedi, le pareti della cella..e di considerarsi indegna di starci. Ella seguì i miei ordini con tale gusto e contettezza, che inghiottì persino le ragnatele e gli stessi ragni, raccogliendoli con la lingua mentre leccava le pareti. Le dissi che questo era troppo e che non era mia intenzione farle inghiottire ragni e ragnatele, e che mi dispiaceva che l’avesse fatto…lei rispose che avevo fatto bene, che le avevo fatto un gran favore, e restò due o più mesi in quella cella senza mai lasciarla, salvo che per andare ad orazione..”. Pensiamo che figure come quelle di Orsola Giuliani, alias Santa Veronica, e del padre confessore straordinario erano figure di tutto rilievo, erano anche coloro i quali guidavano il volgo su cosa fosse sessualmente bene e cosa fosse moralmente deplorevole. Una facile domanda s’insinua: ma se fosse esistita allora la nostra scienza, la psichiatria e la psicologia…come si sarebbero giudicate persone avvezze a pratiche simili? Esempi moralmente ineccepibili? Ci sarà pure un motivo se non esistono più le sante di una volta!!!

Margherita da Cortona raro esemplare di fulgida bellezza dell’epoca, si dannò una vita intera per essere stata amante di un uomo (concubina), tanto da desiderare la morte della propria bellezza e l’autodistruzione del proprio corpo, “voglio far questo apposta perché con la bellezza del mio viso ho fatto del male a molte anime”, fino a domandare “O corpo mio, perché non mi aiuti a servire il mio creatore e redentore? Perché non sei sollecito ad obbedirlo dopo esserlo stato nel trasgredirne i comandi? Non ti lamentare, non piagnucolare, non fingerti mezzo morto. Porterai il peso che ti ho posto sulla groppa  e per intero; proprio come un tempo ne hai portato per fare dispiacere al nostro Creatore…io non solo desidero astenermi dai cibi corporali ma vorrei morire, mille volte al giorno, se fosse possibile…”. Naturalmente la sua vita, oltre che sofferta, fu brevissima, ed il senso di colpa la accompagnò sino alla fine, Margherita auspicava per sé una morte atroce, dato che Gesù era morto per espiare i peccati dell’uomo.. lei invece “aveva peccato di proposito”. Vite simili non si possono riassumere né facilmente contare…tutta la tradizione dalla Clarisse povere in poi, tutte le singole esperienza di sante quali Veronica e Margherita, possono essere solo accennate superficialmente.

Circa la purità e la condizione femminile, c'è un articolo interessante, a mio avviso, da leggere "WomenPriests"

 

Alla Fine

 

Che una contraddizione simile sia esistita sino a poco tempo fa può anche passare, ma che una storia simile con tanti e tali esempi possa influenzare la morale e la sessualità degli italiani lo trovo francamente incomprensibile!

Ci troviamo di fronte ad una sistematica distruzione del reale e dell’umano, Nietzsche riflettendo sul Vangelo, ben sintetizza “ egli prese come realtà, come verità, solo realtà interiori, ..intese tutto il resto, tutto quanto fosse naturale, temporale, spaziale, storico solo come segno, come occasione per parabole”.

Come credere alla naturalità della Chiesa Cattolica dopo che la Chiesa stessa si è prodigata durante i secoli per smontare e vincere bisogni ed impulsi umani,(che vanno ben al di là della procreazione all’interno del sacro vincolo matrimoniale)?

Come stare a sentire, sulla sessualità, persone che al più la sessualità non l’hanno vissuta e che con la sessualità hanno vissuto un rapporto sofferto, ambivalente, a tratti distorto?

All’indomani dalla lettura de “La Santa Anoressia” di Bell mi sentii sollevata dal fatto che mi dividevano secoli interi da quella mentalità, da quelle pratiche e da siffatta morale; insomma il cilicio per me era confinato fra le pagine gialle d’un libro, o tutt’al più ad una pellicola commerciale quale Il Codice da Vinci..ma permettete che un attimo di panico e sconforto possa assalire una persona, se apre un giornale e legge che la pratica, in chiave moderna, del cilicio resiste con la Binetti, senatrice della “mia” coalizione politica?

In quell’occasione ricordo che per placare le polemiche si minimizzò, accusando i soliti laici-atei di ignoranza ed esagerazione…mi permetto di osservare che, nell’anno 2007, se la gente avesse chiare le pene autoinflittesi dalle sante e le pratiche per guadagnarsi un posto in prima fila nel regno dei cieli, insomma se si sapesse un po’ di più e meglio su cilicio e pratiche simili, probabilmente ci staremo ancora ponendo molte ed inquietanti domande sulla maturità etica, morale e sessuale italiana.

 

E a proposito di domande inquietanti…fate qualcosa per questa donna….

 

Pare che sia stata aggredita anni fa dal demonio, così ha rilasciato in un’intervista recente, voglio sinceramente sperare che qualche giornalista biricchino ci abbia fantasticato sopra e che non siano affermazioni vere della diretta interessata, se così fosse CLAUDIA, PER PIACERE, SMENTISCILE…più la guardo ai convegni dei movimenti ultraortodossi, più spero che un giorno o l’altro alzi finalmente quello sguardo afflitto e penitente che oramai mostra alle telecamere, scoppi in una di quelle sue belle risate goderecce ed esclami maliziosa “Ci siete cascati…”

 

Mi piacerebbe concludere ancora una volta con Nietzsche: “ Quando uno colloca il peso della Vita non nella vita, ma nell’aldilà”, nel nulla, ha tolto alla vita in generale il suo peso”.

Il corpo ha un suo peso specifico, collocare tutto il valore della vita al di là del corpo, significa suicidio esistenziale, mentale e materiale.

 

Fonti:

Bibbia, trad.CEI 1971.

L’ateo numero 3/2003 articolo “Religione e Sessuofobia”

S.Agostino “Le confessioni”Classici mondadori ult.rist.2006

Rudolph M. Bell “La santa anoressia”Ed.Laterza ult.rist. 2002

Nietzsche “L’anticristo”

 

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categorie: pensieri
sabato, 02 giugno 2007

Educazione alla Sessualità. Parte Prima.

La mia educazione sessuale risale essenzialmente alla fase preadolescenziale e adolescenziale, tra i 13 ed i 17 anni.
In ritardo rispetto ad alcuni amici, precoce rispetto ad altri casi persi..
Per educazione sessuale intendo quell’insieme di nozioni e curiosità legate non solo alla sfera fisica ma anche a quella emotiva.
Così…a 13 anni finalmente scoprii mentalmente la meccanica del concepimento.
A 14 anni appresi che esistevano rapporti destinati a rimanere sterili, tra due uomini o due donne.
Intorno ai 16 anni mi chiesi la differenza fra transessualismo e travestitismo, acquisendo la nozione grezza del travestito alla Tootsie e il transessuale come un’anima imprigionata per sfiga nel corpo sbagliato.
Insomma, non era tanto....: i miei compagni e le mie amiche già limonavano alla grande, erano sull’orlo del rapporto completo, ed io lì, con la speculazione masturbatoria da 4 soldi!
Andando avanti scoprii però che gli altri si ciucciavano il corpo, vero, ma non sapevano un tubo o quasi del variegato mondo di travestiti, transessuali, gay, bisex e quant’altro. La loro era una conoscenza da campo di battaglia, sulle selle scassate dei motorini, o sdraiati sui sedili ribaltabili di una fiat punto. Erano lì a sperimentare improbabili magie da godimento, e non servivano a niente gli 8 e i 9 sulle pagelle perché c’era chi, nonostante quella media, scopava alla grande senza preservativo, alla faccia di bebè e malattie, che a 17 anni quelle cose possono mai capitare a te…?
A volte quella sana pratica mi mancava, nella teoria non solo si rischia di perdere e di perdersi, ma alla lunga non ti basta e non aiuta certo ad amalgamarsi agli altri.
Così mi rendevo conto di sapere tutti i probabili orientamenti sessuali e sentimentali della specie umana, le probabili cause, gli sviluppi e le patologie, ma non conoscevo materialmente nulla.
Eravamo rimasti/e in pochi/che a 17-18 anni ancora intatte/i, io poi mi sentivo in compagnia di persone che con me non avevano nulla a che fare, o avevano fobie o avevano fatto voto a dio (!).
Poi è arrivato anche il mio momento , ma quello a cui ripenso con maggiore sbigottimento è che la mia educazione sessuale e quella di tanti altri, è stata del tutto autodidatta e casuale.
Non mi riferisco a quella fisica, mi riferisco ad un’infarinatura di nozioni, alla rappresentazione della sessualità umana…
Alle medie come referente per la mia educazione sessuale ebbi l’insegnante di religione, che non solo era, appunto, INSEGNANTE DI RELIGIONE, ma era un uomo, per cui non vi dico che bello era sentire fare a lui domande sulle mestruazioni (!!!); al liceo si era allo sbando: sentivi le storie fantasmagoriche ed inventate dei compagni di classe, raccoglievi i timori delle pudiche, le avventure delle pioniere del petting…era tutto un affidarsi a giornaletti (Cioè!!), films (nove settimane e mezzo visto di nascosto) e testimonianze varie..tutto confuso, tutto casuale, la minima deviazione da un percorso sentito come comune a tutti in assoluto era una tragedia, ed è triste perché proprio nell’adolescenza, che può essere una fase anarchico-rivoluzionaria, di sperimentazione a tutto tondo e di errori madornali, c’era come la sensazione strisciante e sorda che non si poteva deviare da quel percorso comune. Se eri fuori dall’omologa dei gruppi liceali eri OUT, un emarginato/a di fatto.
Ai miei tempi non si trattava nemmeno di essere oggetto di divertimento altrui bullico, si trattava di essere un’emarginata senza volerlo e senza sapere bene perché.
Dicevo…a me sarebbe piaciuto che al posto di quella cazzo di ora di religione, qualcuno spiegasse ai ragazzi e alle ragazze cosa poteva comportare la crescita, quali pensieri potevano passare per la testa, quali orientamenti sentimentali e sessuali può prendere un essere umano e quali sono le devianze patologiche e quali quelle non considerate tali dalla scienza. Qualcuno che rappresentasse di tutto un po’, qualcuno, possibilmente, che non officiasse la messa di domenica!!!
Non ho avuto tutto questo, ma ringrazio la mia naturale ritrosia, la mia curiosità intellettuale, perché è solo in virtù di questi fattori casuali che ho acquisito, come dicevo, conoscenze che adesso reputo preziose e che mi fanno orientare in questo grande caos che la Chiesa sta tentando nuovamente di gettare sulla sessualità umana e sul maschile-femminile.
 
A 20 anni avevo salde queste convinzioni: gli etero sono attratti dal sesso opposto e possono concepire, gay e lesbiche sono persone che si innamorano e sono attratte da persone dello stesso sesso e non sono malate, visto che oggi l’omosessualità, dalla comunità scientifica, non è considerata una patologia, i transessuali sono quelli che vogliono traghettarsi fisicamente all’altro sesso e psicologicamente (oltre che fisicamente) presentano parecchie problematiche, il travestito è quello che letteralmente si veste da appartenente all’altro sesso, compie un gesto, non necessariamente questo implica un transessualismo in fieri, né implica necessariamente tendenze omosessuali, infine il pedofilo è un soggetto patologico che è attratto dal bambino, bambino inteso come dimensione bambina, poco importa se maschietto o femminuccia, ma dal bambino.
Seguendo i dibattiti alla televisione, queste poche e scarne nozioni che ho, vengono continuamente messe in “forse”, si tenta ancora di fare luce su questo o quell’altro aspetto e anche parlandone a casa mi rendo conto che non è tanto scontato sapere la differenza tra gay e pedofilo, travestito e transessuale…quello che davo per scontato a 20 anni e che ho approfondito negli anni successivi per molti è un mistero, o peggio: in molti le varie definizioni si confondono e si fondono fra di loro…
 
Allora pubblicamente ringrazio le poesie di Saffo e quelle degli autori latini che ho conosciuto e studiato al liceo, ringrazio Sade di cui ho letto quasi tutta l’opera tra i 14 e i 18 anni, ringrazio Hoffmann di Suor Monika e gli scritti della Francia settecentesca, ringrazio l’antropologia culturale e tutti gli studi sulla sessualità che mi sono capitati sotto mano, nonché tutta l'arte e la cultura omosessuale che nelle varie epoche si è prodotta, ringrazio anche e soprattutto me stessa non tanto per essermi sottratta ai sedili ribaltabili di una Punto, ma per essermi sottratta alla educazione sessuale prossima allo zero che si fa nelle famiglie e nelle scuole italiane, per essermi volontariamente allontanata dalla visione misera, ristretta, morbosa e sessuofobica che il clero tenta di tramandare agli adolescenti italiani! E perché no…ringrazio le vite dei santi, che svelano parte di quella sessuofobia di cui si è nutrita e si nutre tuttora la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Non riesco ad esaurire tutto in un post, ma sento l’esigenza di cominciare a scrivere di sessualità, anche per contrastare l’azione di chi nei blog, farnetica di naturalità e di omosessualità come fucina ovvia di pedofilia, conducendo battaglie meschine e false e fornendo ai lettori dati assolutamente sballati e privi di contestualizzazione, il tutto solo per propagandare un’idea che al clero farebbe comodo!
Questi arditi antropologi, questi teorizzatori sessuali cominciassero a procurarsi un po’ di numeri, cominciassero a ragionare sulle statistiche legate alla pedofilia in base alle quali, generalizzando, dovremmo dire che il mondo maschile è fucina di pedofilia e l’ambiente familiare e parrocchiale da soli rappresentano una fetta grandissima ed allarmante di abusi su minori. Cominciassero a riflettere sui dati del turismo sessuale (ricordate il servizio delle Iene…l’anziano che andava con bimbette di 8, 9 anni?), si cominci ma seriamente a riflettere sulla natura della pedofilia, sulla nozione scientifica, sui luoghi in cui si perpetra, sull’oggetto anche femminile dell’abuso e su quello attivo..
Se l’obiettivo fosse realmente quello di combattere questo fenomeno, allora si dovrebbe cominciare a mettere un punto fermo: la pedofilia è una malattia che con l’omosessualità NON SOLO NON C’ENTRA NULLA, ma è massicciamente diffusa, in senso attivo ed in senso di fruizione pedopornografica, fra gli etero. Per cui, o si smette di farne bandiera di lotte, o, a questo punto, i gay sarebbero autorizzati a ricambiare il favore facendo del terrorismo sul mondo maschile etero in famiglia e nelle parrocchie!
 

Questa è una dichiarazione d’intenti..per i prossimi post andiamo sull’allegro spinto ma non troppo delle mie passate e amene letture..
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categorie: pensieri

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