Basta!

La lotta per i diritti civili, nel caso in esame, del riconoscimento morale, civile, politico degli e delle omosessuali, sapevo avrebbe "smosso"le acque, soprattutto in territorio cattolico e, più genericamente, moralista; accetto tutto, ogni tipo di argomentazione, anche la più lontana da me, non mi sottraggo al confronto, pur rimanendo ferma sulle mie posizioni, ma che si utilizzino metodi truffaldini, scorretti eticamente ed intellettualmente, non lo posso tollerare.
1) Il dibattito in atto non può e non deve promuovere Episodi e personaggi del genere...andrebbero "bacchettati", isolati, sminuiti, anche da quella parte di paese non favorevole alla legittimazione legale delle coppie omosessuali, ma non per questo in vena di caccia alle streghe.
2) Non paghi del dramma che subiscono i bambini abusati dai prelati, i filo-vaticanisti e affini, continuano a gettare fango sui gay, l'ultima operazione è di fine politica: prendere due piccioni con una fava, ossia affermare che il motivo di questa piaga abominevole è dovuta alla presenza, nei seminari, di omosessuali. Così da deresponsabilizzare i criminali e i loro protettori, e colpire una fascia di popolazione mondiale già abbastanza martoriata, nei confronti della quale, le Istituzioni ecclesiastiche paiono aver dichiarato guerra aperta. Scandalosa questa intervista..
3) lo Psichiatra Crepet prova a gettare luce sull'origine dell'omosessualità femminile, asserendo che la paura dell'aids (!!?) e il rapporto difficoltoso con l'altro sesso spingerebbero le donne a ripiegare su altre donne. Sulla prima ipotesi, nemmeno mi pronuncio..sulla seconda ci vorrebbe troppo tempo, mi limito a dire che il Sig. Crepet, da psichiatra e, quindi, uomo di scienze, ha il dovere deontologico e morale di affrontare l'argomento in maniera più consona ed articolata, senza ledere il lavoro di chi, in maniera onesta ed imparziale, si pone interrogativi a riguardo e tenta di dare risposte con la RICERCA (una segnalazione: "un sensibile incremento [dell'omosessualità femminile] è stato certamente determinato dalla diffusione dell' Aids e dalla conseguente paura per molte ragazze di affrontare un' eterosessualità libera e serena".Paolo Crepet, Psicologia -Einaudi Scuola- pag.33.) Il sig. Crepet dovrebbe anzitutto dimostrare scientificamente l'incremento, in relazione all'aumento della popolazione mondiale e "dell'emersione del sommerso", e poi fare qualche sforzo in più per dare "spiegazioni". Ma Crepet non è nulla in confronto a quello che, spesso, da giornalisti & c. si legge, i quali hanno almeno l'attenuante di poter utilizzare liberamente le proprie opinioni(Palombelli su tutti)

il mio BASTA è alla mortificazione, denigrazione, squalificazione sociale, alle spiegazioni pseudo-sociologiche del fenomeno, alla ridicolarizzazione e alla gogna pubblica.
BASTA. Se ne parli, ma in maniera seria, profonda, rispettosa; altrimenti si taccia, viviamo bene lo stesso, anzi, senza spiegazioni simil-scientifiche di fenomeni dipinti da baraccone forse l'animo si alleggerirebbe un pò..
Il frutto di questo clima è anche la vicenda di Pegah...per la quale vi segnalo un Link per la raccolta firme.
E' un post poco lucido, immediato, di una donna italiana esasperata da questo clima di ostilità razzista e di assenza totale di liberalismo e di libertà vere.
Ogni estate ha la sua crociata.
C’è stato l’anno del trash.
L’anno dello scandalo dichiarazioni fiscali, in cui abbiamo scoperto l’acqua calda: molti proprietari di mega-imbarcazioni dichiarano quanto un impiegato statale.
E questa è stata l’estate della questione morale: Corona, inchieste, coca e prostitute, celebrità..nullafacenze varie.
Ancora una volta, sotto inchiesta, i mass media. Rei d’amplificare e dare ospitalità a fenomeni mostruosi siffatti.
Ad un tratto, l’italiano-medio, sotto il suo ombrellone, s’è accorto che la tv fa schifo, che in televisione ci sono solo aspiranti meretrici e senza talento e che, quindi, il paese è allo sbando, alla deriva relativistica morale.
Se chiedessi alle persone per strada cosa ne pensa dei reality, delle vallettine-soubrettine, di Corona e delle sue mutande, son certa che il 99% disapproverebbe con un certo disgusto mimico-facciale.
Eppure il grande fratello è arrivato a 7..8 edizioni? Sotto la finestra di Corona le mutande le raccolgono e gridano anche il suo nome, i giornalisti si affannano ad invitarlo perché al di là del tubo catodico c’è una massa in spasmodica attesa, che vuole sapere..cosa avrà mai da dire, quali piccanti segreti nasconde? Per non parlare delle discoteche dove fanno la loro apparizione i tronisti…la gente fa la fila!
Non so…forse dirò una cosa impopolare, ma non trovo i mass media degradanti, né riesco a formulare giudizi morali spietati nei confronti di soggetti e spettatori di fenomeni del genere, e vi spiego perché.
Il mio rapporto con la televisione è stato sempre buono, conosco persone che affermano fiere di non possederne nemmeno una perché è un’indecenza, io invece la sfrutto con una certa soddisfazione:
1) alla mattina mi sveglio e vedo la rassegna stampa di omnibus, se a lavoro devo andare un po’ più tardi riesco, a seguire anche il dibattito che termina alle 9, facendo zapping con “La storia siamo noi”, in onda in contemporanea su rai 3.
2) Di giorno sono troppo impegnata in altro, ma a volte, becco Augias che parla su rai tre e me lo guardo di gusto.
3) La sera tarda, se non ho voglia di computer e musica, vedo qualche film, poi dipende dal giorno della settimana…c’è Ballarò, Parla Con me e Report, Turisti_Velisti-Evoluti per caso che seguo abbastanza spesso, per non parlare di Sex and the city o L-world che sto imparando a memoria…se sto in vena di cazzeggio so che c’è sempre una rete che manda qualcosa di demente, ad esempio, ieri c’era Una Pallottola spuntata 33 e ½, che certo non regge il confronto coi suoi predecessori, men che meno con Scuola di Polizia, ma va bene lo stesso J
4) Un paio di volte a settimana, il lavoro mi consente di guardare Un Posto al Sole, che seguo dall’inizio.
E sì...mi piace informarmi, incazzarmi in un dibattito politico e staccare il pensiero pesante con una telenovela napoletana..
Quello che vorrei dire è che innanzitutto demonizzare uno strumento è sempre stato sciocco, le persone lo fanno ciclicamente e a seconda del periodo storico che vivono, ma non ne ricavano mai nulla di che…a che serve “ungere” la tv, internet e quant’altro? Ognuno è dotato della facoltà di scegliere chi, cosa vedere, e se non gradisce nulla dell’offerta della tv generalista o a pagamento, può sempre fare altro, insomma, nessuno mi costringe a vedere Lucignolo, sul quale formulo decisamente un giudizio negativo (consapevole del fatto che ci sono persone che trovano in certi programmi motivo di evasione, svago, leggerezza non-sense, senza nemmeno considerrali “giornalistici” e non per questo non assistono, ad esempio, ad una mostra di quadri).
Di contro si omette sempre di dire che l’intrattenimento, volendo, lo si può trovare, basta approfondire i palinsesti e scegliere con cura…qualcosa salta sempre fuori, inoltre la televisione è stata quello che ora è la rete internet: un coacervo di unput e di informazioni, tutte cose che dovrebbero essere filtrate con cura, ma che sono potenzialmente un’inesauribile fonte di ricchezza per chi ha la pazienza di mettersi lì a cercare, e poi scegliere.
Chi vuole che l’offerta si “alzi di livello” forse vuole un mass media bacchettone, che gli faccia la morale e che sia pedagogico..personalmente ne faccio volentieri a meno!
La mia Tv in camera l’ho dovuta conquistare dimostrando ai miei d’essere matura e responsabile, appena messa poi, mio padre m’avvertii che ero solo in prova, e che se m’avesse beccato a vedere qualcosa di volgare, in senso lato, me l’avrebbe tolta..da allora son passati molti anni, ma devo dire che fortunatamente educazione e funzione pedagogica l’hanno svolta i miei genitori, e non Costanzo, De Filippi & C.



Inoltre, spesso si commette l’errore di dedurre una serie infinita di cose dal tipo di programma che uno guarda: Dimmi cosa vedi e ti dirò chi sei. All’inizio pensavo anch’io fosse così, ma poi mi sono arresa…Chi Guarda Pupe e secchioni (come faceva il mio boss avvocato..che timidamente si difendeva con un “mi rilassa”), non è detto sia un deficiente, o un guardone, il popolo dei reality o di chi acquista un giornale per leggere gossip non è detto sia così omogeneo-in negativo- come immaginiamo; di rovescio..se incontrate una persona carina a guardare un Magritte, non è detto che sia immune dai reality o che sia un cittadino esemplare.
A sentir parlare quelli che fanno la morale, parrebbe che chi guarda Uomini e Donne o affini sia: un troglodita ignorante un po’ superficiale, edonista in senso lato, disinteressato, magari anche un po’ di destra, evasore fiscale, maleducato, di quelli che buttano le carte per terra e se ne fregano degli altri, insomma…quelli che rovinano il nostro paese!
Ho scoperto, con grande sorpresa, che invece le categorie sopraelencate non solo son ben separate e non è detto che s’intersechino, ma si accompagnano, a volte, agli insospettabili, e non sempre è facile fare l’identikit etico-psicologico dal programma scelto, così come, ne sono convinta, non viviamo in un paese esattamente spaccato in due, un po’ come in Ferie d’Agosto di Virzì…
Non è, come potrebbe pensare qualcuno, relativismo morale puro, ho i miei pensieri, le mie convinzioni e, al momento opportuno, riesco a formulare giudizi; l’esigenza di questo post è nata dalla lettura di alcune interviste apparse su “A”, ultima delle quali a Christian De Sica, il quale si lamentava della volgarizzazione del popolo italiano.
A tutte queste persone insoddisfatte della nostra etica, a tutti questi bei-pensatori io dico di parlare di meno, lamentarsi può essere solo un comodo alibi per non fare nulla..se davvero non ci piace Corona non ci accalchiamo sotto la sua finestra, se siamo disgustati dal gossip disinteressiamoci, lo dico a editori, giornalisti, registi, attori che si battono per questa nuova crociata..rinunciare anche ai propri interessi, per una causa in cui si crede, potrebbe essere il segno tangibile della bontà del disagio espresso.
Non invitiamoli nelle trasmissioni, e se non ci piace lo spettacolo offerto spegniamo la televisione o cambiamo canale, se il prodotto non ha sbocco sul mercato chi lo propone SARA’ COSTRETTO a cambiare, se non altro per interesse.
Per me è vero che la domanda genera l’offerta, e gli utenti, ad ogni titolo, devono metterselo in testa.
Se lo share cola a picco chi decide dovrà prendere atto, altrimenti vuol dire che una stragrande maggioranza di persone non trova certe cose immorali ed indegne..e mi rifiuto di pensare (un po’ narcisisticamente) di essere una delle poche che “Si salva” in Italia.
Ripeto, ci sono troppe sfumature e non è così semplice classificare, altrimenti dovremmo dire d’essere sull’orlo di una Guerra Civile morale, tra una parte e l’altra di Italiani!
A me non dà fastidio che una persona punti tutto sull’immagine e guadagni 5 mila euro per apparire in un locale solo perché è stata dalla De Filippi, non lo reputo immorale né sento che questo meccanismo mi sottrae qualcosa. Al massimo posso spingermi ad ipotizzare che se una persona punta tutto sui bicipiti e non riesce a spiccicare due parole, probabilmente non potrebbe diventare mia amica, ma più di questo cosa dire, che giudizi dare?
L’oblio è una moneta più che sufficiente, e forse la più appropriata.
Differente è il discorso “se Costantino entrasse in uno studio di avvocati al posto tuo. solo per la fama (?) che ha...”, ma il rischio non lo si corre, le strade son diverse e nessuno aspira a cose per cui non è interessato, allora la domanda è: se i mondi non si incontrano e se non si ricevono danni reciproci, perché perdere tempo a condannare una cosa verso la quale non nutro curiosità o interesse?
La morale andrebbe utilizzata a piccole dosi e solo per cose realmente importanti. Il resto sta nel grigiore accomodante del libero arbitrio.
Per tornare a De Sica mi verrebbe da consigliargli un po’ più di cautela nell’esprimersi, probabilmente le cose che rimprovera “agli italiani” sono le stesse cose che attraggono le persone quando pagano 7 euro per andarlo a vedere a Natale. Non mi sembra che il suo cinema, al contrario di quello di Sordi o dello stesso Verdone, intrattenga divertendo sì..ma prendendosi gioco e ridicolizzando certi atteggiamenti, anzi, mi pare che le sue pellicole prestino il fianco e strizzino, complici, l’occhio proprio a quelle caratteristiche che De Sica condanna fuori-schermo.


Se De Sica è così afflitto, se è così distante da alcune “cattive abitudini”, cominci a proporre spettacoli differenti, cominci a fare un cinema che sappia esprimere con l’ironia della commedia, un giudizio preciso..quando Verdone ha fatto Ivano, ad esempio, a nessuno è venuto in mente che Verdone potesse avallare un personaggio del genere, è uno che smaschera col sorriso il re nudo..ecco, si facciano le cose, che di parole ne siamo pieni, stracolmi, non sappiamo più dove metterle.
Bisognerebbe cominciare seriamente a ragionare sul concetto di "contro natura".
Per me, ad esempio, è contro natura mangiare arance a ferragosto, e dover indossare un poullover perchè, su un traghetto o in un hotel/negozio, si è arbitrariamente deciso di far scendere la temperatura fino a 10°c!
Spettacolare è inoltre osservare quel vasto campionario umano che, invece del poullover, continua imperterrito a girare a torso nudo..sfidando, in una volta sola, le leggi del buon gusto e di questa moderna climatizzazione universale.

A parte questo, testa e fisico hanno avuto il loro riposo godereccio.
BenTrovati/e :)
