Sui settimanali è apparsa una notizia alquanto singolare: stanno conducendo un imponente sondaggio per cercare di capire se il pubblico italiano sia maturo abbastanza per sentir pronunciare la parola “mestruo” o mestruazioni” in una pubblicità di assorbenti..
Montaigne, più di 5 secoli fa, colse il problema..ed affermò che “ anche sul più alto trono del mondo non siamo seduti che sul nostro culo”.

La risposta non tardò ad arrivare, quando Montaigne si accorse che anche l’uomo più saggio e contemplativo, se immaginato nell’atto di defecare o di congiungersi carnalmente ad un suo simile, avrebbe perso tutto ciò che di contemplativo e saggio si potesse a lui attribuire.
Il saggio, in quei momenti sarebbe stato percepito e scoperto come animale umano, limitato e schiavo di bisogni fisici non ben controllabili. Allora meglio credere che le signore non conoscessero cesso, e gli uomini non avessero un culo dove poggiasi..
Così ragionando, Montaigne si arrese al sé passionale e fisico dell’esistenza.
Buffo notare come a distanza di secoli, il resto del mondo ancora non sia capitolato dinnanzi alla propria natura, tanto da investire capitali ingenti per scoprire se esiste l’appeal commerciale della parola “mestruo”.
P.S. naturalmente la parola mestruo non avrà mai alcun appeal presso persone abituate ancora a vergognarsi di genitali & affini! E poi dicono che i soldi investiti privatamente fanno meraviglie..
immagine: VladStudio
Ieri sera un amico "di tastiera" mi ha fatto ragionare sul titolo che ho dato al blog, e sull'equivoco che può ingenerare in chi legge assiduamente o casualmente le righe che scrivo.
Il peso piuma non è un'offerta di leggerezza che faccio a voi, è una richiesta che a suo tempo feci a me stessa e a questa esperienza virtuale, di poter utilizzare le parole ed i pensieri per incontrare gli altri in una specie di territorio neutro.
Scrissi già poche righe, che valgono ancora per intero...
Quello che qui voglio aggiungere è che non sono in grado di darvi quel peso piuma perchè lo sto cercando anche io, e che in questo piccolissimo spazio lo cerco a suon di parole e discorsi con interlocutori che in fondo, neanche conosco.
Per me postare una poesia, commentare un programma televisivo o scrivere sulla Bellezza, ricevere risposte fra le più disparate da persone diverse per età, sesso, idee, e per esistenze che conducono..è già di per sè qualcosa che si avvicina alla leggerezza.
In questa settimana, per lavoro (che pure occupa l'80%della mia giornata) ho dovuto trattare il licenziamento ingiusto di una persona, la crisi aziandale di una cliente, il recupero crediti all'interno del fallimento di un creditore, sfratti a morire e...il recupero crediti di un marito che non versa nulla alla moglie e alla figlia.
Bisognerebbe tenere presente che ci sono sempre termini di riferimento. Rispetto ai miei, il blog sul quale scrivo e gli altri che visito, sono un qualcosa di estremamente leggero...
...ed oggi mi sento leggera perchè non ho tribunali o giudici, mi sono alzata con la mente sgombra, un caffè caldo, e adesso mi girano nelle orecchie gli I'm From Barcelona 
La "Bellezza" in senso lato, è un concetto che mi ha sempre affascinato..

Diego VELASQUEZ, Venus e son miroir, 1650,
Proprio qualche giorno fà, mi è capitato sott'occhio un articolo apparso su D, il supplemento di La Repubblica. Si trattava di un intervista allo psicoanalista Luigi Zoja, vi riporto alcuni passi perchè data la vastità e la complessità dell'argomento, m'andava di soffermarmici un pò su, senza lasciarlo cadere nella semi-incoscienza delle tante cose lette..
" La mancanza di bellezza genera una carestia senza precedenti, che colpisce non solo le classi lavoratrici, ma anche il ceto medio e gran parte della élite. Il bello, come il bene, è un'esigenza primaria, archetipa..Ma l'estetica, secondo i greci, era inscindibilmente intreggiata alla giustizia, all'etica." Zoja continua affermando che "La diseducazione all'estetica equivale alla complicità con la bruttezza, che è violenza inflitta all'anima; o perlomeno, diseducazione culturale (...) violenza e diseducazione possono essere un costo insostenibile nella costruzione di una nuova società"
La prima domanda sorta, naturalmente è "come si definisce con obiettiva condivisibilità cosa sia "Bello"?".
Zoja sostiene inoltre che: "L'etichetta, un tempo destinata alla visione di chi la indossa, oggi è brand, logo destinato agli altri. A rendere speciale un capo non è ciò che ha di unico, ma ciò che ha di standardizzato, di comune rispetto a infiniti altri (...). Quanto all'arte, siamo passati dasocietà semplici, che permettevano a chiunque un certo accesso alla bellezza, a una società globalizzata che l'ha resa praticamente inaccessibile. (...) solo i super ricchi, che comprano le opere, possono accedervi davvero. Così dalla bellezza condivisa si passa ad un lusso esclusivo"
Per quanto condivida molti punti, mi chiedo se realmente questa società abbia reso meno accessibile il bello. Se un cittadino di due secoli orsono potesse fruire della bellezza in una maniera così semplice e gratuita..e se non si tratti piuttosto di un semplice impoverimento estetico ed etico a produrre "bruttezza" e non viceversa.
Anche se la vera domanda è un altra: il Brutto è davvero così immorale?

Johann Heinrich Fussli "L'incubo" 1781.
"Una causa evidente per cui molti non sentono il sentimento giusto della Bellezza è la mancanza di quella delicatezza nell'immaginazione che è necessaria per poter essere sensibili a quelle emozioni più sottili. Questa delicatezza ognuno pretende di averla, ognuno ne parla e vorrebbe regolare su di essa ogni tipo di gusto o sentimeno"
David Hume.
Sarà Vero?
Poco fa guardavo "Mai dire Candid". Una cosa non mi ha fatto sorridere: la "Candid" sul pizzo.
Un attore girava in Sicilia fingendo una specie di censimento "voluto" dalla Confindustria e dalla Confesercenti.
Naturalmente nessuno ha dichiarato di pagare il pizzo....allora, mi chiedo, cosa volevano ottenere?

Avremmo dovuto ridere sulla paura che ha la gente di vedersi una macchina o una casa andare a fuoco?
O forse avrebbe dovuto farci ridere il terrore che ha, l'80% che il pizzo lo paga, di perdere una moglie..una figlia...un fratello..
Alla fine la Gialappa's fa la lezioncina, sì insomma, vergogna, il pizzo non si paga, sennò quando cambieranno le cose?
Il discorso fila, no?
Sarà...ma io la predica da chi, probabilmente, non è mai stato minacciato di morte proprio non la riesco a digerire.
Va bene che cedere non ostacola la criminalità organizzata, ma è facile dispensare perle di saggezza sulla pelle e sulla salute degli altri!!!
Si arriverà a dire che il pizzo esiste perchè c'è chi paga? Mbè..tanto si dice che le violentate se lo cercano...e a me spaventa questo, una società che non ammette debolezze e che da debole quale è, sa solo scagliarsi contro le Vittime.
Dopo il Family Day, il darwin Day ed il Vaffanculo Day, potremmo intrattenere le piazze e le cronache italiane con il "La facciamo facile Day".

Tanto adesso c'è pure il Maiale Day...proposto da Calderoli...che potrebbe far pensare ad un Calderoli Pride, ed invece è solo l'ennesimo razzismo tuttofobico.
Mah...

C’è una strana frenesia in giro.
La voglia, o forse addirittura l’esigenza, di sbattere tutto fuori.
Quello che si vive.
Quello che si sente.
Ogni emozione, ogni situazione oggettiva o soggettiva che sia.
Come se ci fosse una sorta di incontinenza emotiva..
..E sempre più spesso si scambia il semplice pudore per ipocrisia, e la “mancanza di ipocrisia” per libertà autentica.