Il Peso Piuma

Contro la pesantezza della realtà, la leggerezza dei dialoghi.
mercoledì, 27 febbraio 2008

La lotta di classe non esiste (?)

Sto scrivendo dallo studio che, mi auguro, riuscirò a lasciare quanto prima.

I titolari son di quelli nati ricchi.

Quelli che..."si lavora per diletto, perchè non ne abbiamo mica bisogno".

A loro il caro benzina nemmeno li sfiora...anzi, hanno messo su uno studio professionale contando sulla bontà di chi presta gratuitamente la propria opera, un tempo veniva chiamata schiavitù, ma almeno gli schiavi avevano vitto e alloggio, io nemmeno quelli...

Dopo la schiavitù c'avevano detto che dovevamo essere grati a chi ci insegnava il mestiere, perchè la formazione ha un costo...però almeno i garzoni dei salumieri o gli aiutanti barbieri prendevano la mancia...

Ora si apre una partita I.V.A. con l'illusione che la tassazione nazionale funzioni da livella...siamo tutti avvocati, o ingegneri..siamo tutti liberi professionisti...

E invece ovunque, (e sottolineo ovunque), siamo padroni e lavoratori.

C'è chi pretende di sfruttare e chi abbassa la testa, iva o non iva.

La sinistra arcobaleno saprà raccogliere questa sfida?

I giovani colleghi smetteranno di sentirsi dei piccoli berlusconi in erba solo perchè non si spezzano la schiena in una fabbrica?

E io chi cazzo voterò alle prossime elezioni?

lanciato da: Acrylic77 alle ore 12:37 | link | commenti (23) | commenti (23)
categorie: pensieri, perplessità, un vago senso di politica
giovedì, 21 febbraio 2008

Moratoria per la vita (libera e dignitosa)

Guardando la figura di Giuliano Ferrara che pacatamente spiega le ragioni per cui la potenzialità di vita va sempre e comunque tutelata, non posso non domandarmi cos'abbiamo noi da offrire a un figlio costretto a nascere contro il volere della madre o di ambo i genitori....

Tolto l'amore di chi ti ha generato, affetto che per mia fortuna conosco e di cui non saprei fare a meno, le condizioni della nostra società possono bastare?

Certo...le possibilità ritengo siano sempre infinite, e in fondo in fondo credo anche io che una potenzialità di vita sia una cosa da tutelare.. così come non penso all'aborto in sè come a "un diritto", semmai come alla manifestazione immediata e concreta di ben altro diritto: quello di scegliere e determinarsi autonomamente.

Allora..se alle famiglie nasce un figlio affetto da handicap fisico la società è in grado di offrire a quel cittadino e ai suoi cari strutture senza barriere architettoniche ? Riesce a garantire condizioni se non uguali...simili, rispetto ad un cittadino fisicamente sano?

E se si dovesse essere affetti da altre patologie...penso ai down, o ad un figlio che crescendo conosce il male della depressione, lo Stato garantisce a questi cittadini strutture idonee e GRATUITE per sostenerli e per stare vicino alle famiglie?

E se un figlio crescendo si orienta verso l'omosessualità, lo Stato è in grado di offrire a questi cittadini una vita parimenti dignitosa, con gli stessi diritti e doveri dei concittadini eterosessuali?

Lo stato è in grado di assicurare a chi vuole fortemente, si impegna, studia, si aggiorna, quelle condizioni dettate dall' articolo 36 della Carta Costituzionale?

A chi vuol procreare, lo Stato consente di avere  asili nido GRATUITI nei luoghi di lavoro sia pubblici che privati, a prescindere da livelli, qualifiche e mansioni?

Insomma, quando si parla di bambini e famiglie, a cosa si pensa? Si crede veramente di aiutare le nascite e le unioni stabili fra uomo e donna  condannando i gay pride e dando i bonus bebè? Che se ne fa una coppia del bonus bebè, ci compra pannolini per sei mesi, e dopo?

E quando facciamo nascere un bambino contro la volontà di chi lo ha biologicamente generato cosa andiamo a raccontargli e cosa siamo veramente in grado di offrire a quella vita? Adozioni sicure e veloci neanche mi pare....

Che posso farci, per me adesso le priorità sono altre. Mi piacerebbe cominciare assieme agli altri a costruire una società più libera e dignitosa, non perfetta, ma migliore.

Ognuno deve poter scegliere. Lo ribadisco e lo ribadirò sino alla noia..

A me non frega niente se Giuliano Ferrara, in barba al discorso sulla vita che porta avanti, fuma mille sigari e mette a dura prova le coronarie...son fatti suoi...e più di una volta ha ammonito i salutisti a "tutti i costi" durante interviste e trasmissioni.

Comincio a pensare che per Ferrara la vita sia sacra a prescindere da tutto, dalla salute, dal lavoro, dalla miseria, dalla fame, dagli abusi e dai soprusi..purchè si venga al mondo.

Bhè, per me delle cose sacre se ne dovrebbe aver cura..cominciamo ad avere cura della vita esistente.

lanciato da: Acrylic77 alle ore 09:31 | link | commenti (21) | commenti (21)
categorie: parole, pensieri, tempo, perplessità
venerdì, 08 febbraio 2008

La grammatica passiva non esiste.

Assieme al fumo passivo, esiste una vasta gamma di situazioni e/o attività che possono subirsi.

Eppure, sempre più tragicamente mi rendo conto che la grammatica non entra in testa passivamente.

Mi chiedo, come facciano magistrati (o aspiranti..), professori, professionisti di vario genere, opinionisti, politici, ospiti e figuranti, cantanti, attori, ad inventarsi termini assurdi, a sbagliare il plurale di parole stupide, a coniugare male un passato remoto...del congiuntivo, oramai inutile parlarne: perso per sempre.

Quando ascolto un ingegnere o un giornalista ignorare così beatamente le più elementari regole, inizio a domandarmi se abbiano mai aperto un libro, un quotidiano...che so..sfogliato un fumetto..persino Dylan Dog potrebbe insegnare qualcosa!!

E invece...

Dopo l'evoluzionismo darwiniano, mi aspetto che prima o poi, a qualcuno, venga in mente di abolire anche la nostra lingua. Tanto oggi si sa...senza l'inglese ed il computer non si va da nessuna parte...

lanciato da: Acrylic77 alle ore 14:12 | link | commenti (22) | commenti (22)
categorie: perplessità
venerdì, 01 febbraio 2008

Battaglie quotidiane..

" Non affermo niente;

ma mi contento di

credere che ci sono

più cose possibili di

quanto si pensi"

Voltaire


Non penso affatto che Voltaire fosse "l'uomo medio" dei suoi tempi. Ma secoli fa una mente partoriva pensieri così nitidi, razionali ed emotivi al tempo stesso.

Parte dell'umanità aspirava alla logica ferrea senza dimenticare i propri limiti, ma con la speranza che entro certi limiti si potesse progredire.

Non ci si sentiva subordinati agli dei o onnipotenti come gli dei.....

...se apro il canale comunicativo col resto del mondo, mi sento schiacciata fra due isterismi:

Chi si sente così potente da sfidare la morte ed ogni etica umana...

Chi si sente così debole da sottomettersi ad ogni credenza acriticamente.

Pochissimi cercano di far interagire ragione e sentimento.

Ancora di meno cercano di evitare la lotta fra l'Uomo e Dio.

Siamo invasi da posizioni antitetiche inconciliabili, apparentemente si cerca il "dialogo", ma di fatto gli schieramenti si puntano il fuoco addosso, perchè nessuna posizione vuol cedere un millimetro.

Ed io non mi sento nè una senza dio nè una figlia di dio....

lanciato da: Acrylic77 alle ore 11:01 | link | commenti (19) | commenti (19)
categorie: parole, tempo

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"Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare…" Bertold Brecht

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