Non voglio essere volutamente provocatoria, voglio solo esprimere un pensiero misto a disagio che mi accompagna da qualche mese oramai.
Sul luogo di lavoro, ai corsi di formazione...in situzioni in qualche modo "formali", ho sempre pensato si dovesse essere diplomatici ai limiti dell'ipocrisia, per quieto vivere o per conformarsi a stupide regole sociali. Quando ero una studentella fuori da tutto, soprattutto dalle formalità di cui sopra, ero solita dire che mai e poi mai avrei ceduto all'ipocrisia dei rapporti sociali.... "costi quel che costi".
Ebbene..sono bastati due anni in uno studio che a confronto Beautiful e cento vetrine non sono nulla...da farmi aprire gli occhi: LA REGOLA SOCIALE IPOCRITA E' INDISPENSABILE....
Dire ad una collega "sei chiatta" o "cosa ci fai tutto questo tempo con mio marito", dire "secondo me sei presuntuoso" oppure "sei un delinquente" non aiuta certo a sentirsi meglio con se stessi!
Sto vivendo un periodo allucinante, fortunatamente assisto a bagarre altrui, e me ne tengo ben distante, ma vedere che gelosie e piccolezze umane devono essere affrontate pubblicamente, con liti continue, falsi chiarimenti, coinvolgimenti persino familiari (sarebbe lungo e per certi versi assurdo spiegare nel dettaglio), è un qualcosa che mi ha fatto apprezzare la regola della diplomazia acrobatica ed ipocrita nelle occasioni mondane o sociali.
Assecondare le bassezze dei nostri pensieri, o non distinguere il pubblico dal privato, come se fossimo perenni protagonisti di "Uomini e Donne" è qualcosa che non riesco più ad accettare.
Così come non riesco ad accettare i discorsoni e le pippe ideologiche di meeting da "tradire la vostra compagna e sentirvi sbagliate o abbandonare la monogamia per una più naturale poligamia???"...

Signori, signore...non avrei mai pensato di avere la voglia di urlarlo...MA VIVA LA MENZOGNA, i sorrisi di circostanza, le omissioni dolose..viva non dire alla propria compagna o ai propri compagni "Mi piace un altro, meglio parlarne, perchè è naturale e lo devi accettare".
Evviva il privè, il separè, il double-FE', le maschere, gli spazi interni inespugnabili, il non detto, le fantasie private, le cose che si fanno ED E' MEGLIO NON DIRLE, le illusioni, il mistero, il nascosto...sbattere tutto in faccia agli altri, violentare il prossimo con le "verità" che a volte sarebbe meglio tacere, non so..mi fa perdere parte della magia della vita, che è imperfetta, che ha incertezze, che a volte va protetta...
Vabbè, suona comunque come provocatorio, ma la sintesi è che a volte l'anti-ipocrisia diviene ancora più inutile e falsa della stessa ipocrisia (o, peggio, si trasforma in ipocrisia dell'ipocrisia..a volte le persone provano gusto ad avere un palco ed un pubblico) e rischiamo stupidamente di perdere il pudore per le cose...
Mentre bruciano Rom e i nazistelli vengono definiti "teppisti apolitici", c'è qualcosa di più inquietante della questione immigrazione, qualcosa che abita non distante da me e di cui conosco solo i contorni sbiaditi.
Gomorra è un film straniero. Non riuscivo a capire nulla..i sottotitoli saggiamente presenti, sono necessari al milanese, al romano e al napoletano. Afferravo qualcosa qua e là...le parole suonavano drammaticamente onomatopeiche, tenevano il ritmo delle immagini devastanti che solo chi è nato lì dentro conosce veramente.
Schizzi di mala-società. Lontana anni luce, ma in fondo sempre la stessa, un pò dappertutto. A volte, si sa, cambia solo l'abito.

Gomorra, libro e film, è stato quello che in minima parte immaginavo, e in fondo non avrei mai voluto approfondire.
Il Presidente della Camera, invitato da Di Pietro a placare gli animi degli "onorevoli" per consentire il prosieguo del proprio discorso, risponde, in buona sostanza, che fischi e schiamazzi ci stavano..Insomma, dipende da quello che si dice...
Neanche mi soffermo sulle considerazioni costituzionali e sulla gravità della posizione del neo-presidente della Camera, il quale, evidentemente, deve aver dimenticato che la campagna elettorale è terminata e che ora non è un semplice politico ma ricopre un ruolo che imporrebbe posizioni più imparziali ed equidistanti.
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Un tempo, la logica del "parli se quello che dici mi piace" era una logica fascista.
Oggi la chiamano "Dialogo fra le parti" o "larghe intese" o ancora "dialogo per le riforme"...ma a scuola insegnano che il dialogo è a due voci...
C'è un neonato-blog:
Per chi volesse, ogni tanto, passare di lì.
Si parla di sound and vision, come disse il buon duca bianco.
M U S I C A per i vostri occhi 

Dopo esserci sorbiti la lista ufficiale del governo Berlusconi, adesso ci tocca pure assistere alla pantomima del Governo Ombra.
E poi...sai che novità...da qualche legislatura a questa parte i politici sono solo la pallida ombra di quello che dovrebbero essere; l'esecutivo và di pari passo con le ultime edizioni di Sanremo: a stento ci ricordiamo chi ha partecipato, in compenso i presentatori son sempre quelli.
Sulla scia di questo piattume, anche gli italiani si sono abituati ad essere elettori ombra...
Potrei continuare scrivendo di cittadini ombra, ombre cinesi e quant'altro, ma voglio preservare un pò del mio ottimismo da questi oscuri pensieri...ci saranno tempi migliori..