
Non voglio parlare di Gian Maria Volontè, perché di Gian Maria Volonté parla la sua vita, le sue interpretazioni, i suoi silenzi.
Un attore lontano dal luccichio sfavillante della celluloide, uomo fra uomini, ha prestato faccia e talento per rappresentare miserie, debolezze, crudeltà e fragilità umane..ha tagliato trasversalmente la storia italiana, ed ogni volta era personaggio, ed ogni personaggio era storia a sé, fino a rimanere nella testa non come l’anarchico, il comunista, il commissario, lo statista, il filosofo, l’operaio..di lui rimane impresso lo sguardo, il dialetto camaleontico, e la grandezza del suo stare davanti a una macchina, inscenando nella maniera più viscerale e vera la vita.
Se qualcuno mi chiedesse chi è il mio attore preferito, non andrei a pescare nomi lontani, né guarderei oltre confine, perché l’Italia può vantare Volontè, che non mi stancherò mai di ammirare e riscoprire, pellicola dopo pellicola..
Cercavo di chiamare alla mente un motivo per essere orgogliosa della mia “italianità”, ho da poco rivisto “La classe operaia va in paradiso” trovando una ragione, una piccola "grande" ragione per non aver voglia d'emigrare o di essere nata altrove..
Se potete e avete voglia e tempo, fatevi una passeggiata su youtube, o meglio, fittate/comprate qualche suo film..La classe operaia, ma anche Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto..:
