Il Presidente della Camera, invitato da Di Pietro a placare gli animi degli "onorevoli" per consentire il prosieguo del proprio discorso, risponde, in buona sostanza, che fischi e schiamazzi ci stavano..Insomma, dipende da quello che si dice...
Neanche mi soffermo sulle considerazioni costituzionali e sulla gravità della posizione del neo-presidente della Camera, il quale, evidentemente, deve aver dimenticato che la campagna elettorale è terminata e che ora non è un semplice politico ma ricopre un ruolo che imporrebbe posizioni più imparziali ed equidistanti.
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Un tempo, la logica del "parli se quello che dici mi piace" era una logica fascista.
Oggi la chiamano "Dialogo fra le parti" o "larghe intese" o ancora "dialogo per le riforme"...ma a scuola insegnano che il dialogo è a due voci...
