
La meta estiva non è vicinissima, ma la mia mente è già in vacanza. Mi si è appiccicata addosso la tipica indolenza stagionale, leggo svogliata, gli occhi appiccicaticci di sonno e sudore, e appena si può, via al mare
.
Intanto a casa Internet non va, il "lavoro" lo sto definitivamente mollando (e chi vivrà vedrà), per cui non mi resta che ringraziarvi per il tempo che mi avete dedicato durante quest'anno ed augurarvi una buona pausa mentale e fisica, relax ma anche un pò di sano divertimento. A rivederci...
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"C'è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell'erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un'erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d'aria
e il prodigio sei tu. C'è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora."
C'è qualcosa nell'estate che mi turba profondamente, probabilmente quel senso di consumazione dell'aspettativa, l'arrivo della festa, lo spazio da riempire che inevitabilmente contiene parte della solitudine quotidiana.
Amo l'estate. Amo la donna illustrata da Mucha e le parole usate da Pavese. La amo nonostante l'estate sia per me il contatto con la radicalità della solitudine, il punto più vicino ai ricordi primordiali dell'esistenza, la lotta una volta nati...
D'estate mi sento un pò come nella pancia di una madre. Parzialmente protetta. Sgomenta di fronte al Tutto dell'ambiente che mi accoglie, appesa ad un cordone, attendendo che qualcosa cambi, temendo il momento in cui il cambiamento arriverà...
Perchè al cambiamento s'acompagna necessariamente il timore della perdita, la paura di essere inghiottiti ed annichiliti dal Tutto, perchè quel Tutto, misterioso e magico, non si riesce a capire bene se sia a noi benevolo o se possa/voglia essere distruttivo.
Paura ed eccitazione. Speranza. Ignoto. La mia estate 2008.
Poesia di Cesare Pavese "Estate"
Illustrazione Mucha, L'Estate, 1896.
Mi hanno chiesto che odore amo. Così, a bruciapelo.
Qualche giorno fà, una collega che stava passando l'alcol per pulire la scrivania di studio esclama.."amo l'odore dello spirito".
L'altra risponde: "a me fa impazzire quello della benzina, e tu?"
Ed io? Io muio per l'odore del pacchetto delle figurine panini. Avete mai provato a scartare un pacchetto? Era una sensazione totalizzante: piu' andava avanti lo strappo, piu' saliva forte alla testa quell'odore inebriante di colla e carta plastificata.
E quando si formava un bel mazzetto, tutte quelle figurine assieme erano eccitanti, il profumo riusciva a salire fino alla cattedra della maestra, che puntualmente le intercettava e ce le sequestrava.
Le figurine panini si compravano rigorosamente al mattino presto, prima di entrare in classe, per giocarsele con gli amici, oppure la domenica, quando si usciva per la messa.
Se ne parlo mi riesce quasi di ricordare chi ero 23 anni fa', e come si stava da bambina. Quella sensazione di euforica ingenuità la rimpiansi per tutta l'adolescenza..... eh sì, l'odore delle figurine è la cosa piu' calda e familiare che mi venga alla mente.

Non voglio parlare di Gian Maria Volontè, perché di Gian Maria Volonté parla la sua vita, le sue interpretazioni, i suoi silenzi.
Un attore lontano dal luccichio sfavillante della celluloide, uomo fra uomini, ha prestato faccia e talento per rappresentare miserie, debolezze, crudeltà e fragilità umane..ha tagliato trasversalmente la storia italiana, ed ogni volta era personaggio, ed ogni personaggio era storia a sé, fino a rimanere nella testa non come l’anarchico, il comunista, il commissario, lo statista, il filosofo, l’operaio..di lui rimane impresso lo sguardo, il dialetto camaleontico, e la grandezza del suo stare davanti a una macchina, inscenando nella maniera più viscerale e vera la vita.
Se qualcuno mi chiedesse chi è il mio attore preferito, non andrei a pescare nomi lontani, né guarderei oltre confine, perché l’Italia può vantare Volontè, che non mi stancherò mai di ammirare e riscoprire, pellicola dopo pellicola..
Cercavo di chiamare alla mente un motivo per essere orgogliosa della mia “italianità”, ho da poco rivisto “La classe operaia va in paradiso” trovando una ragione, una piccola "grande" ragione per non aver voglia d'emigrare o di essere nata altrove..
Se potete e avete voglia e tempo, fatevi una passeggiata su youtube, o meglio, fittate/comprate qualche suo film..La classe operaia, ma anche Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto..:
Difficile dare una forma a questi giorni.
L'impegno e la fatica ci sono stati, ma quello che più mi ha trattenuta dall'aprire il computer e gettare uno sguardo altrove era ed è la fatica mentale che avverto in questo periodo. Non reggo allo stress del pensiero.
Picasso. The Dream. 1932.
Ne ho avuti pochi di pensieri, e tutti confusi.
1) Nel video di James Blunt, lui, appena alzato, si lava diligentemente i denti per poi fare colazione. Vi pare una cosa logica (e igienica)? allora è vero quello che dicono sugli inglesi?
2) Nei films americani 5 volte su 10 il personaggio è spiato o braccato da qualcuno e deve disperatamente difendersi, gli americani temono che qualcuno, in ordine assolutamente sparso, li:
- invada dallo spazio
- sottometta e/o uccida
- stravolga la vita
- riduca in povertà
l'altro ieri ho visto un film talmente incasinato e talmente standardizzato nel genere che mi sono detta: secondo me s'aspettano l'antica risposta dei pellerossa, hanno rubato terra altrui sterminando un popolo, e ora si portano appresso il peso di questo peccato originale.....temono che toro seduto scenda dal cielo per avere vendetta.
3) ...oramai la radio è peggio della tv. Vuoi sentire musica e ti mettono una canzone ogni 5 pubblicità.
4)...ma si tengono corsi per insegnare ai produttori di pasta come occultare e/o mimetizzare i tempi di cottura sulle confezioni?
5) una rondine non fa primavera, ma una lucertola si, porca miseria!
...ecco, questi sono stati alcuni dei pensieri degli ultimi due giorni.
Praticamente guido e cammino in uno stato confusionario; la cosa più preoccupante è che sto bene, e delle profondità concettuali me ne sbatto, sarà per questo che tornata dal seggio elettorale non mi sono sentita una schifezza.
Fortunatamente la musica è la mia ancora di salvezza...Venerdì 11 ci sono stati a Napoli, Teatro Mediterraneo, gli EINSTURZENDE NEUBAUTEN... ancora una volta mi sono detta "...di pensare non è cosa, goditi questi momenti"

